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Fiom in piazza a Roma, lavoratori dell´automobile in lotta per i loro diritti


16/10/2010
di Michele Formichella

La protesta degli operai del settore metalmeccanico: arrivati stamattina a Roma 7 treni speciali e 700 pullman. Per uscire dalla crisi chiedono nuove politiche che rispettino i diritti dei lavoratori

Fiom in piazza a Roma, lavoratori dell´automobile in lotta per i loro diritti
Sotto un cielo grigio e una pioggerella sottile, proprio mentre scriviamo, i due cortei organizzati a Roma dalla Fiom per chiamare a raccolta gli operai metalmeccanici di tutta Italia iniziano ad arrivare a Piazza San Giovanni. Partiti metà da piazza della Repubblica, metà da piazzale dei Partigiani, la folla di scioperanti ha finora manifestato senza intoppi di alcun tipo, tanto da scherzare anche sulle infiltrazioni... della pioggia o dei raggi di sole.

Al grido «Sì ai diritti, no ai ricatti» il popolo di chi le automobili le costruisce, quei pochi che nel Belpaese ancora lavorano nelle fabbriche metalmeccaniche, hanno buona compagnia: con loro in strada a manifestare ci sono studenti, precari, rappresentanti del Popolo Viola, rappresentanti di alcuni partiti politici, di associazioni impegnate nella lotta per i diritti civili e tanti disoccupati.

«Il lavoro è un bene comune» è un altro degli slogan urlati lungo la strada, insieme ad altre parole-chiave scandite nei due cortei durante il percorso che porta a San Giovanni: diritti, democrazia, legalità, lavoro, contratto nazionale. Rilanciare il lavoro per uscire dalla crisi che da ormai oltre 2 anni attanaglia tutti, chi ha perso il lavoro, chi è finito in cassintegrazione, chi lotta per far rispettare i vincoli che la legge prevede le aziende (pur in crisi) rispettino nel trattamento dei lavoratori.

E su tutto e tutti svetta l'affaire Pomigliano, che ha visto gli organizzatori della Fiom protagonisti nella delicata vicenda che ha portato la Fiat a sganciarsi dalla Confindustria e dal contratto collettivo nazionale per il settore metalmeccanico sottoscritto da parti sociali e parte datoriale nel 2008.

E poi la globalizzazione, la produzione delle automobili fuori dall'Italia, in Europa, e fuori dall'Europa, dove il lavoro costa meno perchè diritti e sicurezza sul lavoro vengono ignorati. E la politica, non solo quella economica, italiana. E i giovani, la disoccupazione: argomenti discussi dal palco e per le strade.

Caratterizzano la manifestazione disagi al traffico, per tornare a parlare di automobili, e dirette web come l'importanza dell'avvenimento – di portata nazionale ed europea – richiede, mentre i cortei continuano a convogliare persone in piazza San Giovanni, in attesa, tra qualche ora, degli interventi conclusivi dei segretari di Fiom e Cgil, Landini ed Epifani.
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