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Titoli azionari Fiat in calo del 4,46% a Piazza Affari


27/07/2011
di Gianni Lo Russo

L’indebitamento societario è la principale causa di questo ribasso. Tuttavia l’utile del Gruppo è in aumento

Titoli azionari Fiat in calo del 4,46% a Piazza Affari
È alquanto inaspettato il calo in borsa dei titoli azionari Fiat che fino a qualche giorno fa sembravano volare in seguito alle ultime operazioni di acquisto di Chrysler. Dopo che la Fiat ha acquisito la maggioranza all’interno dell’azienda americana, le azioni Fiat e Fiat Industrial sono salite di quasi il 4%. Al momento però, nonostante l’utile del Gruppo sia in continua crescita, le quote azionarie della casa torinese hanno fatto registrare una picchiata del 4,46%.

Gli utili totali del Gruppo hanno raggiunto la quota di 1.237 miliardi di euro e l’unione con Chrysler ha contribuito al rafforzamento della casa del Lingotto. La flessione a Piazza Affari potrebbe essere giustificata dal fatto che i debiti per il recente acquisto della maggioranza di Chrysler sono notevolmente aumentati passando da 489 a 979 milioni di euro.

Direttamente dal Brasile dove vi è stata la presentazione del nuovo cda del Gruppo, Marchionne ha risposto agli analisti finanziari parlando: “di un momento significativo, che deve spingere a guardare al futuro”. A detta del top manager italiano la Fiat di oggi è più forte e questo gli consentirà maggiori opportunità di crescita.

Interrogato sulla questione Fiat-Chrysler, l’amministratore delegato delle due società ha risposto alle domande dei giornalisti e degli analisti americani sottolineando l’importanza del momento e dichiarando che: “La gente non ha capito che adesso la nostra struttura produttiva ci permette ora un ventaglio di scelte molto più ampio: un gruppo da 4 milioni di auto l’anno può scegliere tra molte più opzioni su dove produrre”.

Le previsioni Fiat per la fine dell’anno fanno forte affidamento sul consolidamento di Chrysler e secondo gli amministratori del Gruppo l’obbiettivo di vendita di 2 milioni di veicoli entro il 2011 è alla loro portata. Il raggiungimento di tale risultato si potrà ottenere soltanto contenendo i debiti che attualmente si attestano intorno ai 5 o 5,5 miliardi di euro a fronte di 58 miliardi di euro di ricavi, 2,1 miliardi di utile di gestione e 1,7 miliardi di utile netto. Gli analisti economici sostengono che il crollo azionario Fiat sia dovuto principalmente al suo indebitamento, comunque necessario per l’acquisizione della maggioranza all’interno dell’azienda di Detroit.

Sergio Marchionne durante la teleconferenza dal Brasile ha aperto una parentesi anche sulla situazione italiana. Dalle sue parole è trapelata una mancanza di fiducia nell’economia italiana che penalizza sempre in misura maggiore gli imprenditori e gli industriali, ed è questa la principale motivazione che sta alla base dei mancati investimenti per gli stabilimenti di Mirafiori e Grugliasco.

In conclusione, per quanto riguarda la complicata situazione che si sta vivendo a Pomigliano, sulla quale si è già prodotta una sentenza in seguito al ricorso della FIOM, Marchionne continua a sostenere che l’azienda ha stipulato un accordo con la maggioranza dei lavoratori. L’ad Fiat ha precisato che: ”Fiat non ha nessuna intenzione di ridiscutere accordi già firmati dalla maggioranza dei lavoratori. Non ci lasceremo sottomettere con le minacce”. Di certo la questione andrà avanti, ma le sensazioni sono che gli interessi americani godono e godranno di una precedenza sempre più forte rispetto alle faccende italiane.
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