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La protesta contro la manovra finanziaria
06/09/2011
di Giovanni Iozzia
Cortei e comizi nella maggiori città italiane per lo sciopero generale proclamato dalla Cgil. Molti i disagi nel settore dei trasporti
A Roma e nelle altre città sono stati tantissimi e di tutte le categorie coloro che hanno partecipato alle manifestazioni. A Venezia anche gli artisti della 68a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica si sono uniti al corteo. Presenti in massa i precari, i disoccupati; numerosissimi i giovani, tanti anche i bambini.
I cortei sono partiti in mattinata alle 9:30 in tutte le maggiori città italiane. A Milano concentramento ai Bastioni di Porta Venezia e in piazza del Duomo. comizio conclusivo del Segretario Confederale, Fulvio Fammoni. A Torino da piazza Vittorio in piazza San Carlo con il comizio Segretario Confederale Danilo Barbi. A Genova dal Terminal Traghetti, via Milano, e dai Giardini Stazione Brignole, fino al comizio conclusivo in piazza De Ferrari con la Segretaria Confederale Vera Lamonica. A Bologna concentramento dei tre cortei alle ore 9 a piazza di Porta S. Felice (lavoratori industria), piazza dei Martiri (settori pubblici, commercio, servizi e conoscenza), viale Zanolini (pensionati); convergenza su piazza Maggiore per il comizio conclusivo del Segretario Generale Carla Cantone. A Bari, partenza del corteo da piazza Castello e comizio finale del Segretario Regionale Giovanni Forte in piazza Prefettura. A Palermo concentramento in piazza Croci e in piazza Cavour il comizio conclusivo del Segretario Generale FIOM, Maurizio Landini.
A Roma il concentramento del corteo è avvenuto in piazza dei Cinquecento, mentre nei pressi del Colosseo, vicino all'Arco di Costantino,c’è stato il comizio del Segretario Generale della Cigl, Susanna Camusso.
La leader del sindacato a parlato a lungo affondando tutte le tematiche attuali: dalle ragioni dello sciopero generale alle critiche alla manovra, dalle proposte per il Paese all'unità sindacale.
Susanna Camusso ha innanzitutto dichiarato che lo sciopero «E' contro una manovra assolutamente ingiusta e irresponsabile» che «Scarica tutti i costi sui pubblici dipendenti e sul lavoro. Non c'è un'idea sul futuro del Paese e sulla crescita. E' una manovra che il Paese non merita».
E non lesina critiche agli altri sindacati dicendo che «L'unità non si conquista sui giornali, ma facendo scelte concrete» e risponde a quella fatte alla Cgil: «Irresponsabile non è chi dice che un'altra strada è possibile. E' la manovra a essere ingiusta, iniqua, inutile e incivile».
«Quando si è sull’orlo dell’abisso . ha aggiunto - bisogna fare un passo indietro. Ma se si fa un passo sbagliato si entra nell'abisso». E concorda con il presidente Napolitano: «E' vero che servono misure più efficaci, ma bisogna anche indicare quali provvedimenti adottare». Ma, per la Camusso, il Governo «E' inaffidabile. Vuole portarci in un tunnel, non gli basta più il baratro su cui siamo. Chi sta almanaccando sulle discese in campo cominci a dire che questo Governo se ne deve andare perché fa male al Paese». E sull’articolo 8 che riguarda le modifiche allo Statuto dei lavoratori: «Si deve cancellarlo perché è ingiusto». E se il ministro Sacconi «Non lo stralcia, dimostrerà di essere il peggior ministro che la Repubblica abbia mai avuto». Infine le proposte: «Tassa sulle grandi ricchezze, tassazione dei grandi immobili e spostamento del peso fiscale».
Alla fine la solita guerra dei numeri sulla partecipazione. L’unico dato certo che ci sono state 200 cancellazioni tra arrivi e partenze negli aeroporti di Roma e Milano oltre ai gravi disagi sull’intero territorio nazionale a causa del blocco di molti comparti del trasporto pubblico.
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