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Sciopero FIOM: le tute blu manifestano a Piazza del Popolo


22/10/2011
di Irene Masoni

Sciopero di 8 ore indetto ieri dalla FIOM, per rivendicare un piano industriale, il rispetto dei diritti e l’occupazione. Migliaia i metalmeccanici che hanno manifestato

Sciopero FIOM: le tute blu manifestano a Piazza del Popolo
[ Roma ] - Nonostante le vicende di sabato scorso e il divieto a sfilare per le vie di Roma, la FIOM ha riempito Piazza del Popolo, facendo precedere il sit in autorizzato da un mini corteo partito da Villa Borghese. Tutto si è svolto nella più assoluta tranquillità, dimostrando che manifestare pacificamente per difendere i propri diritti non solo è possibile ma soprattutto necessario in un’ottica di ampia partecipazione alla vita democratica.

Era di otto ore lo sciopero indetto ieri dalla FIOM a cui hanno aderito tutto il Gruppo FIAT, la componentistica e Fincantieri. I dati resi disponibili dal Lingotto parlano di una percentuale di adesione non superiore al 14%, di tutt’altro avviso le fonti sindacali secondo le quali lo sciopero di ieri ha invece superato la percentuale del 50, con punte addirittura superiori.

Tra gli operai in piazza erano presenti quelli di Fiat, Alfa Romeo, Magneti Marelli, Iribus, Maserati, Iveco, Ferrari, Fincantieri, e di molte altre realtà: tutti uniti nel chiedere al governo di tornare a parlare di lavoro. Ad essere sotto attacco è l’assenza di un piano industriale, il fatto che ancora non si sono visti i 20 miliardi di euro di investimenti promessi da Marchionne con il Piano Fabbrica Italia e forte è la richiesta, rivolta al governo, di cancellare l’articolo 8 della recente manovra economica.

Maurizio Landini, Segretario Generale della FIOM-CGIL, ha denunciato la mancanza di prospettive, riportando l’esempio di Fincantieri: dopo il ritiro del piano presentato a Giugno, nel quale era prevista la chiusura di due cantieri, il governo non ha infatti presentato alcuna nuova proposta. Le proposte vengono invece dal sindacato stesso che chiede di riflettere sullo sviluppo di un piano di mobilità sostenibile e di investire sulla diversificazione della produzione. E naturalmente non sono mancati gli attacchi diretti a Sergio Marchionne, per l’assenza di investimenti, la chiusura di altri stabilimenti, l’aumento dei cassintegrati, l’uscita da Confindustria.

Alle forti critiche mosse dalla FIOM nei confronti dell’Amministratore Delegato di FIAT si unisce anche il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, che ha chiuso la manifestazione rivendicando la centralità del lavoro per la vita e la ripresa del nostro paese.
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