☰
Automania.it

Notizie

Vendite auto, continua il disastro


02/06/2012
di Giovanni Iozzia

I dati di maggio confermano il trend negativo e il settore sprofonda sempre di più. L’Aci proclama per il 6 giugno lo sciopero dei consumatori di carburante

Vendite auto, continua il disastro
Il Ministero dei Trasporti ha comunicato che la Motorizzazione ha immatricolato nel maggio 2012 147.102 autovetture, con una variazione di -14,26% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, durante il quale ne furono immatricolate 171.559 (nel mese di aprile 2012 sono state invece immatricolate 130.129 autovetture, con una variazione di -17,70% rispetto ad aprile 2011, con 158.113 unità immatricolate).

Nello stesso periodo di maggio 2012 sono stati registrati 380.007 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione del -9,17% rispetto a maggio 2011, durante il quale ne furono registrati 418.371 (nel mese di aprile 2012 sono stati invece registrati 327.386 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -18,94% rispetto ad aprile 2011, che fece registrare 403.899 unità). Nel mese di maggio 2012 il volume globale delle vendite (527.109 autovetture) ha dunque interessato per il 27,91% auto nuove e per il 72,09% auto usate.

Nel periodo gennaio-maggio 2012 la Motorizzazione ha in totale immatricolato 684.962 autovetture, con una variazione di -18,88% rispetto al periodo gennaio-maggio 2011, durante il quale ne furono immatricolate 844.430. Nello stesso periodo di gennaio-maggio 2012 sono stati registrati 1.788.234 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -11,58 rispetto a gennaio-maggio 2011, durante il quale ne furono registrati 2.022.467.

Nel dettaglio, per quanto riguarda le auto nuove la Fiat ha venduto 33.252 auto contro le 36.864 con un saldo pari a -9,80%; l'intero Gruppo del Lingotto (Fiat, Alfa Romeo, Lancia e Chrysler) ha subito una flessione globale dell'11,2%.
Per quanto riguarda gli altri marchi le perdite più significative sono state registrate da Daihatsu -62,26%, Dr Motor -56,38, Mitsubishi -54,83% e Subaru -45,49%.
Tra le case più importanti sono andate male Ford -27,76%, Mercedes -13,42%, Nissan -26,68%, Opel -24,20%, Peugeot -14,05%, Renault -23,33% e Volkswagen -20,13%. Hanno incrementato le vendite Chevrolet 13,72%, Dacia 23,82%, Land Rover 24,59% e Smart 1,43%. Per quanto riguarda l'usato scendono tutte la marche tranne la Dacia che incrementa del 37,83%.

Secondo l'Automobile Club d’Italia, il calo delle vendite deriva dalla crisi economica ma anche dall'aumento dei costi di gestione di un automobile. Il 6 giugno ha proclamato il primo sciopero della benzina per lanciare un forte segnale di protesta contro i continui aumenti fiscali che gravano sui carburanti e più in generale sull’auto.

L’Aci sottolinea l’insostenibilità economica e sociale dell’attuale pressione fiscale sui veicoli che ha scatenato una raffica di aumenti: una famiglia spenderà per l’auto nel 2012 1.680 euro in carburante, ai quali vanno aggiunti 715 per l’assicurazione, 270 per la manutenzione, 220 per parcheggi e garage, 190 per pedaggi, 120 per le multe e un insieme di altri costi per un totale complessivo di oltre 3.500 euro a fronte dei 3.278 del 2011.

«Ci sentiamo sotto assedio e tartassati, dobbiamo dare segnali – ha spiegato il presidente Angelo Sticchi Damiani –. L’Aci lo fa secondo il suo stile, in modo garbato per dire no ai rincari. Difendiamo il comparto automobilistico che sta andando in crisi».

L'Aci ricorda che negli USA una analoga iniziativa generò nel 1997 una riduzione del costo della benzina fino a 30 centesimi di dollaro in 24 ore: «Un risultato difficilmente replicabile oggi, ma che comunque dimostra l’efficacia di una risposta corale degli automobilisti contro l’eccessivo carico fiscale sui carburanti».

«Federauto aderisce con entusiasmo allo sciopero della benzina indetto da Aci per il 6 giugno. La Federazione, a nome di tutti i concessionari dei marchi commercializzati in Italia, ritiene insostenibili gli aumenti dei prezzi alla pompa, saliti di oltre il 20% in un anno». Lo ha dichiarato il presidente Filippo Pavan Bernacchi.
«Da tempo Federauto - ha aggiunto Bernacchi - dice basta ai disincentivi sull'auto, pratica che sembra essere la preferita degli ultimi Governi, ma in particolare da questo. Ricordiamo l'aumento delle accise, dell'Ipt, la tassa sugli pneumatici, il superbollo per le auto prestazionali, l'Iva, la Rc, ma mi verrebbe da dire l'aria che respiriamo. Perciò aderiamo con convinzione all'iniziativa annunciata dal presidente dell'Aci, Angelo Sticchi Damiani».
News Correlate

Vendite auto, è vera emergenza Vendite auto, è vera emergenza
I dati di giugno confermano che il settore sprofonda in maniera incontrollabile. Il Gruppo Fiat scende sempre più in basso

Auto, si prevede un 2012 terribile Auto, si prevede un 2012 terribile
Quest’anno, per la prima volta da quando è iniziata la diffusione di massa dell’auto, avverrà nel nostro paese un processo di demotorizzazione

   [ Altre news correlate ]



© 2015 - 2025 Automania® è un marchio registrato - Testata Giornalistica on line iscritta nel Registro della Stampa presso il Tribunale Bari n. 405/2010