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Marchionne: domani svelerà il piano industriale Chrysler
03/11/2009
di Maura De Sanctis
Tagli per la produzione Chrysler e inserimento graduale dei modelli Fiat
Il piano è ambizioso, ma il suo successo è tutt'altro che certo. Motor Trend, scrive, E 'chiaro che l’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne considera il prodotto Fiat, come la soluzione di tutti i mali di Chrysler ma il principale problema per la Chrysler e la Fiat è il poco tempo a disposizione. Per poter portare i modelli Fiat in America è necessario sottoporli a numerosi controlli in tema di sicurezza ed emissioni e ciò richiederà almeno due anni. Fino ad allora, Chrysler deve fare affidamento sulla sua flotta di camion, SUV e auto di grandi dimensioni per tenere a galla la compagnia.
L’ad della casa automobilistica torinese prevede di produrre con il gruppo Chrysler entro il 2014, almeno tre milioni di veicoli. Questi sommati ai 2,6 milioni di vetture prodotte da Fiat consentiranno al nuovo gruppo di posizionarsi tra le più grandi industrie automobilistiche nel mondo. Marchionne è convinto della necessità di rinfrescare la linea di prodotti della società , in particolare con nuovo look per la Town & Country e Caravan, insieme con la Dodge Caliber nell’arco dei prossimi 18 mesi. I cambiamenti radicali rappresentano una grande scommessa per l'Amministratore Delegato Sergio Marchionne, che ha messo in gioco la sua reputazione sul turnaround.
Nel frattempo Chrysler Group, dopo 35.000 tagli di posti di lavoro negli ultimi due anni, si prepara a riassumere un numero imprecisato di lavoratori dipendenti per produrre i nuovi modelli che saranno disponibili sul mercato nel 2011. Secondo indiscrezioni, il primo modello Fiat ad approdare negli Stati Uniti sarà la 500 Fiat Abarth, mentre per l'anno prossimo è previsto il lancio di due vetture Chrysler: una ridisegnata Jeep Grand Cherokee, presentata lo scorso aprile al New York International Auto Show, una nuova 300C berlina full-size e la iconica PT Cruiser.
E mentre Marchionne afferma che la Fiat non sta iniettando denaro nella società americana, nonostante abbia una partecipazione del 20% della proprietà , e che sta solo contribuendo con la tecnologia e le competenze di gestione, la performance del Lingotto resta comunque positiva ed è destinata probabilmente a far accrescere la quotazione del titolo in borsa nel giro dei prossimi mesi.
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