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Mercato auto, alle spalle un amaro 2012
03/01/2013
di Grazia Dragone
Il Ministero dei Trasporti pubblica i dati del mese di dicembre e di tutto il 2012, rilevando un passo indietro di ben 33 anni
I recenti dati pubblicati dal Ministero dei Trasporti illustrano il magro bilancio del mese di dicembre 2012, che con 86.735 immatricolazioni evidenzia un calo che si attesta su valori pari a -22,5%, rispetto allo stesso mese del 2011, tornando ai livelli del 1979.
Solo con grande sforzo si è riusciti ad ottenere la vendita, in tutto il 2012, di 1.402.089 vetture, mentre il già magro 2011 aveva chiuso il suo bilancio con 1.749.739 unità .
Complessivamente il 2012 fa registrare calo totale del 19,9%. Risultano assenti, secondo il comunicato, 347.650 unità , il cui peso in termini economici è pari ad una perdita di circa 7 miliardi di euro.
Sono dati che lasciano senza fiato e che smentiscono le ottimistiche previsioni si ripresa stilate ogni anno.
“Si chiude un anno amaro per la filiera degli autoveicoli in Italia. Purtroppo, e sottolineo purtroppo, le previsioni dell'Osservatorio Federauto sono state rispettate. Con questo dato conclusivo è chiaro a tutti che non basta prevedere numeri più ottimistici per vendere più vetture. La fiducia del consumatore, o la «sfiducia», si forma non sulle dichiarazioni delle parti in campo, ma su ben altri parametri e percezioni. La diffusa disoccupazione, le aziende che chiudono, la pressione fiscale, il drastico calo del consumo interno, l'incertezza politica, il prossimo aumento dell'Iva previsto a luglio. Tutto questo insieme ci fa prevedere, per il 2013, un mercato vicino a 1.330.000 unità â€, commenta Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto.
Per Federauto, il dato negativo include anche le immatricolazioni dei veicoli commerciali, settore altrettanto in sofferenza, cui si aggiunge anche il comparto dei veicoli industriali, dove il mercato si è più che dimezzato.
Il mercato auto rappresenta il settore dell’economia italiana più in difficoltà , con un calo del PIL di circa il 7% rispetto al 2007, perdendo ben il 43% delle immatricolazioni. Anche il settore vendita di ricambi, lubrificanti, manodopera e servizi è in netto calo.
Per quanto riguarda i brand, Fiat ha registrato un calo, nel mese di dicembre, pari al 20,2% fermandosi a 25.385, mentre nell'intero 2012 il Lingotto ha immatricolato 100mila auto in meno rispetto al 2011, con una flessione del 19,4%. Tuttavia la quota di mercato è salita al 29,26% in dicembre (dal 28,42% di un anno fa) e al 29,59% per il 2012 contro il 29,43% del 2011). L’auto più venduta è rimutata la Panda, con quasi 118 mila immatricolazioni e il 44% di quota nel segmento A. Seguono la Punto con quasi 80 mila vetture e una quota del 18,7% nel segmento B. Positivi i dati anche per la 500, con 43 mila esemplari immatricolati ed una quota del 16% nel segmento A.
Aggiunge Pavan Bernacchi: “Il mercato automobilistico subisce l'overdose di imposte indirizzate a colpire, se non criminalizzare, l'acquisto, il possesso e l'uso degli autoveicoli. È di oggi la notizia che aumentano ancora i pedaggi e l'RC, e recentemente sono rincarati accise, bolli, Imposte Provinciali di Trascrizione, IVA. Ma il Governo Monti ha anche dato scacco alle vetture aziendali portando la deducibilità dal 40% al 20% - mentre in Europa chi acquista una vettura aziendale può scaricare il 100%-. Senza dimenticarci che il varo del superbollo per le auto prestazionali ha massacrato le auto di lusso con cali fino al 70%, abbattendosi come uno tsunami sui colleghi che si sono trovati, dalla sera alla mattina, in difficoltà enormi, spesso insormontabiliâ€.
Come uscire da questa impasse? Federauto auspica che il nuovo Governo possa intervenire con efficacia, evitando un ulteriore tassazione in un settore ormai allo stremo, e chiedendo a gran voce l’adozione di misure volte al rilancio dei consumi.
Ma il 2013 potrebbe rappresentare l’anno del Dragone, dove la produzione auto è in costante aumento e sorpasserà , molto probabilmente quella del Vecchio Continente, dove il mercato è sprofondato in un abisso senza fine.
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