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Parco Valentino, i cimeli elettrici da incorniciare


11/06/2016
di Domenico Scalera

Esposte al Salone dell´Auto di Torino anche le auto elettriche del Museo Nazionale dell´Automobile

Parco Valentino, i cimeli elettrici da incorniciare
[ Parco Valentino, Torino ] -

Speciale Parco Valentino

Il Mauto (Museo Nazionale dell’automobile dedicato all’“Avv. Giovanni Agnelli”) ha esposto due esemplari storici di auto elettriche: la Stae vettura elettrica che risale al 1909 e la più recente, si fa per dire, Lem (Laboratorio Elettrico Mobile) che risale al 1974. Questo è un tangibile esempio di vetture elettriche innovative del passato che incarnano l’epoca in cui sono state concepite. La Lem, una minicar in veste elettrica realizzata dall’ingegnere nonché giornalista automotive Gianni Rogliatti in un periodo di cambiamento difficile per l’italia, incarna il tipico style degli anni ’70.

La storia deve essere un insegnamento per il futuro. Questo è il messaggio che il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino vuole lanciare al Salone dell’Auto e che rispecchia pienamente anche quello del MAUTO: lo stile deve essere percepito per la specifica funzionalità e ogni veicolo deve essere disegnato e pensato per muoversi in un contesto e farsi interprete di esso.

Vediamo nel dettaglio i due cimeli di auto storiche esposti:
Stae vettura elettrica - Italia del 1909
Nata nel 1905, la Stae si potrebbe definirla una carrozza elettrica senza cavalli. La vettura fu sviluppata dal brand francese Krieger, specializzato nella costruzione di autoveicoli elettrici e benzo-elettrici. Il marchio decise di aprire una filiale anche a Torino, dove venivano comunque utilizzati i brevetti della casa madre. Dopo 2 anni, la filiale diventò Società Torinese Automobili Elettriche (STAE). La fabbrica non ebbe molto successo e nel 1913 fu costretta a chiudere. La vettura oggi esposta a Parco Valentino è dotata di un motore elettrico anteriore da 10 CV, in posizione centrale, con trasmissione ad albero cardanico ed è alimentata da una batteria alloggiata nel falso cofano motore. Ha un’autonomia di 80–90 km di percorrenza ad una velocità di 30km/h. E’ inutile dire che si tratta di un auto d'epoca di valore inestimabile.

Auto elettrica LEM – Laboratorio Elettrico Mobile del 1974
L’auto fu presentata per la prima volta come prototipo al Salone di Ginevra nel 1974 nello stand di Giovanni Michelotti. Si tratta di una vettura elettrica da città a due posti, il nome LEM richiama il modulo lunare ma in realtà è l’acronimo di “Laboratorio Elettrico Mobile”, ed è il frutto di due anni di lavoro di uno dei migliori giornalisti automotive della nostra epoca, l’Ing. Gianni Rogliatti, scomparso qualche anno fa (1929-2012). Rogliatti, considerato uno dei più grandi esperti della storia della Ferrari, fondò nel 1984 la rivista Ferrari Story di cui era anche direttore e ha scritto innumerevoli libri ed articoli sulla storia e la tecnica automobilistica. La concept car a tre ruote è un concentrato di idee e soluzioni tutt’altro che superate, ma rimaste purtroppo nel cassetto. La Lem è stata donata al Mauto nel 2012, dalla moglie Adriana Rogliatti e dalla figlia Chiara, in memoria di Gianni.
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