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La Fiat sposta in Serbia la produzione della nuova monovolume
22/07/2010
di Riccardo Angelo Colabattista
Marchionne ha giustificato questa scelta per la mancanza di certezze presenti negli impianti italiani. I Sindacati non ci stanno.
La scelta di Marchionne rischia di riscaldare ancor di più un ambiente già portato al limite dalle precedenti scelte. L’amministratore delegato della casa torinese ha giustificato questa scelta per la mancanza di certezze esistenti negli impianti di produzione italiani. «La nostra azienda non può assumersi rischi non necessari in merito ai suoi progetti. Siamo obbligati a produrre macchine senza incorrere in interruzioni dell'attività ». La paura manifestata chiaramente da Marchionne è quella di dover vedere, nei prossimi mesi, altri numerosi scioperi. Manifestazioni che, naturalmente, porterebbero ad un rallentamento della produzione a discapito dei progetti e della tabella di marcia dell’azienda.
Giorgio Airaudo, segretario della Fiom a Torino, ha tenuto a ribadire che «se venisse confermata la volontà di portare la nuova produzione della Fiat L0 in Serbia si aprirebbero problemi a Mirafiori, smentendo gli impegni che la Fiat aveva preso con gli operai dell’impianto torinese il 21 aprile scorso. Non vogliamo pensare che la Fiat –prosegue Airaudo – si relazioni con i lavoratori e i sindacati italiani contrapponendo sempre le produzioni tra un sito estero e un sito italiano».
Alla preoccupazione dei sindacati si unisce anche quella del Sindaco di Torino Sergio Chiamparino che non vorrebbe che fosse proprio l’impianto di Mirafiori a pagare le conseguenze della vicenda di Pomigliano. Fatto sta che questa decisione risulta un duro colpo per l’impianto torinese. Infatti la Fiat L0 andrà a sostituire la Lancia Musa e la Fiat Idea e Multipla. Queste ultime finora venivano prodotte proprio a Mirafiori; da quando inizierà la produzione del nuovo modello in Serbia usciranno fuori produzione lasciando un vuoto quasi incolmabile.
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