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Federauto lancia l´allarme: meno 26% di immatricolazioni
02/08/2010
di Riccardo Angelo Colabattista
Il Presidente Bernacchi invita Berlusconi a seguire le orme di Obama e i sindacati ad avere un atteggiamento diverso nei confronti degli operai FIAT
Ai dati poco confortanti si aggiungono alcune richieste poste direttamente sul tavole del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che viene invitato a seguire le orme di Obama, che proprio in questi giorni ha ricevuto il plauso di Sergio Marchionne per come ha saputo operare nel mercato auto degli Stati Uniti. «Negli Usa - spiega Filippo Pavan Bernacchi - Obama visita lo stabilimento Chrysler ed elogia Sergio Marchionne che riceve, nel contempo, consensi dagli operai. Obama si spinge a rivendicare di aver varato la legge sulla rottamazione che ha avuto il merito di salvare almeno 100 mila posti di lavoro, permettendo, nel contempo, di realizzare auto e camion che, consumando meno, ci porteranno verso un futuro di indipendenza energetica. In Italia, invece, accade il contrario».
«Nel nostro Paese – prosegue il Presidente della Federato - servirebbe che il Presidente del Consiglio prendesse in mano la situazione. Da un lato rinnovando dei bonus pluriennali per svecchiare il parco auto e incentivare le vetture a basso impatto ambientale, in primis quelle alimentate a GPL e a Metano. Dall'altro, varando una politica seria per riallineare la tassazione delle vetture aziendali agli altri paesi europei. C'e' una differenza enorme a nostro sfavore e le poche aziende che potrebbero acquistare auto, veicoli commerciali e industriali, sono costrette a mantenere i propri parchi, anche obsoleti, non sicuri e inquinanti».
Federauto è sicura che questo calo vistoso di luglio porterà conseguenze drastiche. Secondo il Presidente Filippo Pavan Bernacchi saranno circa 2 miliardi i soldi che lo Stato non invierà alle aziende automobilistiche costringendo a sopprimere circa 15.000 posti di lavoro a cui si aggiungeranno altri 30.000 lavoratori dell’indotto. Queste le cifre comunicate da Federauto.
Alla fine viene toccata anche la questione legata agli stabilimenti della FIAT e della necessità di continuare a produrre in Italia. «È importante che Fiat resti a produrre in Italia – termina il Presidente Filippo Pavan Bernacchi -. Per questo serve un atteggiamento totalmente diverso di certi sindacati. In questo momento produrre in Europa non conviene più e tutti stanno smobilitando gli stabilimenti italiani per delocalizzare. Vogliamo rendercene conto e tornare a competere sul mercato del lavoro internazionale? Continuando così avremmo dei bei contratti ma, purtroppo, pochissimi ne potranno godere perché disoccupati. Prendiamo esempio dai lavoratori targati USA. E' il momento».
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