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Cuba: addio alle vecchie berline?
30/09/2011
di Grazia Dragone
Il regime castrista apre al libero mercato delle automobili, ma con diverse limitazioni
Raul Castro, fratello del noto lider maximo, apre alla compravendita delle vetture, ma con rigorose limitazioni. Si permetterà , infatti, ai cittadini cubani l’acquisto di auto, con un tetto massimo di 2 esemplari, accantonando la legge che da più di 50 anni aveva abolito la proprietà privata e che aveva fermato il Paese al periodo di Fulgencio Batista.
Le auto, prima della nuova normativa, erano assegnate dallo Stato ai cittadini a seconda della loro professione e dei loro incarichi. Queste non potevano essere né vendute né donate.
Il provvedimento presenta diverse limitazioni. In primis, la liberalizzazione riguarda le auto di seconda mano, mentre per quelle nuove bisognerà ottenere un’autorizzazione da parte del ministero dei Trasporti, che potrà essere concessa ogni cinque anni e solo a chi possiede un reddito da lavoro “per lo Stato o nell’interesse di questoâ€.
Le restrizioni si spiegano non tanto adducendo giustificazioni di tipo politico, ma di tipo pratico. Le strade dell’isola non potrebbero sostenere un traffico eccessivo di veicoli.
Addio quindi alle coloratissime almendròn, mandorle, come le chiamano i cubani, le grosse berline americane Cadillac Eldorado, Chevrolet Bel Air, Chrysler Windsor, Pontiac Star Chief, e le sovietiche Lada, che fanno parte del folclore locale e che i turisti amano immortalare nei ricordi di viaggio? Vedremo presto tra le strade dell’affascinante isola citycar dalla vocazione ecologica?
Ben pochi cubani, in realtà , potranno disporre del denaro necessario per l’acquisto di una vettura nuova, dato lo scarso livello dei redditi, che si attestano, nella maggioranza della popolazione, intorno ai 20 euro al mese.
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