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Vendite auto: 2011 annus horribilis
31/12/2011
di Giovanni Iozzia
La fine degli incentivi, la crisi economica, l’aumento del prezzo del carburante hanno negativamente condizionato il mercato. E il 2012 non promette nulla di positivo
Le cose si sono subito messe male nel primo trimestre in contemporanea con la fine degli incentivi messi a disposizione dallo Stato. Il saldo negativo è stato del -23,1% rispetto al medesimo periodo del 2010.
La crisi economica era ancora sottovalutata ed erano ancora in parecchi a sperare in una ripresa del mercato ma il successivo mese di aprile deludeva subito le aspettative chiudendo con un secco -2,2%. Situazione che non migliorava neppure a maggio e giugno.
Ma il peggio doveva ancora arrivare. Nel mese di luglio le vendite delle automobili hanno subito un ulteriore calo. Secondo i dati forniti dalla Motorizzazione, le immatricolazioni sono state 137.442, il 10,69% in meno rispetto al 2010. Secondo molti analisti il mercato ha accusato molto le norme introdotte dall’ultima finanziaria oltre agli aumenti di benzina, gasolio e assicurazione.
Si cominciano a temere pesanti ricadute sul fronte occupazionale in un settore che pesa il 12% del Pil e coinvolge, in senso globalmente oltre un milione e mezzo di persone.
La crisi delle vendite di luglio 2011 ha coinvolto tutte le marche automobilistiche sia quelle più economiche sia quelle di lusso. La Mazda ha perduto il 45%, mentre la Porsche il 44%. La Fiat ha venduto 28.500 auto con un calo del 12,1% mentre l’Alfa Romeo 4.800 con un -3,15%.
Solo poche case si sono salvate dal disastro, in particolare quelle che offrono prodotti del segmento medio-basso: la Dacia ha incrementato del 134%, la Hyundai del 52% e la Kia del 28%.
Il successivo mese di agosto sembra dare qualche speranza. Secondo i dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso la crescita è stata appena dell’1,5% mentre nel 2010 il calo a fronte del 2009 era stato del 19%.
Le immatricolazioni di agosto sono state 70.307 mentre dall’inizio dell’anno sono state 1.222.431 con una flessione del 12%. Ma la situazione resta pesante nel quadro delle vendite generale dell’anno: ci si trova di fatto al livello più basso degli ultimi 13 anni.
Breve, brevissima e illusoria euforia quella di agosto: le immatricolazioni crollano nuovamente nel mese di settembre. Il ministero dei Trasporti rivela una diminuzione del 5,7% pari a 146.388 macchine vendute.La Fiat ha registrato un -4,7%, prima in Italia mentre, al secondo posto c’è la Volkswagen con 10.669 immatricolazioni pari a -1,34% e al terzo la Opel con 10.129 auto vendute.
Cominciano le prime previsioni pessimistiche per l’anno prossimo. Il Centro Studi Promotor ritiene che il mercato dovrebbe chiudere il 2011 con meno di 1 milione e 800 mila immatricolazione, un livello così basso da porre a rischio la sopravvivenza di numerose concessionarie aggiungendo che nel 2012 non sembrano essere alte le prospettive di ripresa.
A ottobre il mercato ha un calo del 5,49%, 132.703 auto immatricolate contro le 140.418 dell’anno precedente. La Fiat perde il 5,38%, ancor peggio l’Alfa Romeo con il 23,55%. Bene la Lancia che incrementa del 21,62%. L’intero comparto delle auto italiane perde il 3.98%.
Per quanto riguarda le case straniere, a fronte di un -6,08 totale, reggono Hyundai (32,43%), Smart (22,34%), e Volkswagen (2,14%); calano Citroen (-17,40%), Mercedes (-10,45%), Renault (-23,95%) e Toyota (-18,15%).A novembre le cose sono andate peggio. Le immatricolazioni rispetto allo stesso mese del 2010 sono scese del 9,25 e negli 11 mesi del 2011 del 10,60% rispetto al medesimo periodo del 2010. In numeri assoluti 132.579 auto vendute contro 146.088, 1.636.299 contro 1.830.821.
Tutte le marche più popolari ha perso: Fiat -14,39%, Alfa Romeo -17,93%, Audi -15,46%, Bmw -13,40%, Ford -18,67%, Opel -9,87%, Peugeot -29,37%, Renault -4,9%, Toyota -7,19%. In crescita solo Hyundai (63,10%), Kia (50,65%), Lancia (15,04%) e Volkswagen (12,29%).
Le previsioni sono negative anche per il prossimo mese di dicembre. Il 2011 ovviamente si chiuderà dunque con un forte saldo passivo e con una situazione che potrebbe rivelarsi ancora peggiore rispetto a quella che emerge dai dati attuali. Le previsioni indicano, basandosi sulle prenotazioni, una vendita di circa 1.750.000 vetture ma tra queste una buona parte di esse sono a chilometri zero, cioè mezzi già acquistati dalla concessionarie per essere rivenduti ma non ancora realmente immessi in strada. Nel 2010 furono 1.960.282 le nuove immatricolazioni, 2.159.464 nel 2009. Il quadro, con la cornice della crisi, delle manovre economiche, dell’aumento del carburante, è veramente pieno di tinte fosche.
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