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Immatricolazioni auto, un 2011 disastroso
03/01/2012
di Giovanni Iozzia
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha diffuso i dati delle vendite dell´anno appena trascorso: -10,88 rispetto al 2010 che era già andato male
Andando nel dettaglio, le marche italiane sono andate piuttosto male. Si è salvata solo l'Alfa Romeo con 58.148 immatricolazioni a fronte delle 51.900 dell'anno precedente con un saldo positivo del 12,40%.
La Fiat ha venduto 363.017 auto contro le 450.793 registrando alla fine un -19,47%; la Lancia ha contenuto le perdite andando sotto di circa 20.000 unità , 84.865 contro 86.945 per un -2,40%; peggio è andata alla Dr Motor, l'azienda che andrà a produrre nell'ex stabilimento Fiat di Termini Imerese, che è passata a 2.920 da 4.931 con una perdita del 40,78%.
Le case straniere sono andate anche loro male. Le uniche che hanno registrato una crescita sono state la Audi, 60.578 contro 59.995 pari a +0,97%; la Dacia, 25.875 contro 22.434 pari al 15,34%; la Hyundai, con 43.448 contro 36.128 con un saldo positivo finale del 20,26%; la Nissan, con 63.189 contro 53.604 pari a +17,88%; la Volkswagen, con 1.380.770 contro 136.488 pari ad una crescita dell'1,67%.
Le marche in perdita sono state la Citroen -22,79%, la Ford -19,47%, la Mercedes -6,23%, la Opel -8,5%, la Peugeot -25,8%, la Renault -21,5%, la Toyota -11,22.
Il mercato degli autoveicoli - afferma Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federato - è stata vittima dei botti di fine anno. I fuochi d'artificio lanciati contro di noi e sui nostri clienti, contro ogni logica, si chiamano IVA, Imposta provinciale di Trascrizione, superbo lo per le auto prestazioni li, accise sui carburanti, rincari sulle assicurazioni e pedaggi autostradali. Un colpo dopo l'altro, in un crescendo che ha posto le basi per il licenziamento di migliaia di lavoratori, come peraltro pronosticato da Confindustria e Confcommercio. Faccio notare che paradossalmente il primo danneggiato è lo Stato, che introiterà almeno 2 miliardi di euro in meno di IVA e tasse.
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