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Raggiunta l’intesa in Europa
01/02/2012
di Giovanni Iozzia
Monti soddisfatto: abbiamo ottenuto quanto volevamo. Hanno firmato 24 Paesi. Sono rimaste fuori la Gran Bretagna e la Repubblica Ceca.
«La nostra azione è stata un successo – ha aggiunto Monti – sia in fase di contatti preliminari con gli Stati e con gli altri leader sia nella collaborazione senza precedenti tra Parlamento e governo. Anche da parte di Barroso sono arrivati diversi riconoscimenti al nostro Paese».
L’accordo raggiunto a Bruxelles prevede che i 25 Paesi firmatari si impegnano a inserire nella Costituzione la regola d’oro dell’obbligo del pareggio di bilancio (con la possibilità di sforare solo dello 0,5% del Pil) ed a ridurre il debito pubblico al 60% del Pil entro 20 anni.
Un impegno per l’Italia che Monti ha definito «Assolutamente sostenibile».
E’ stato anche stabilito che si terranno due vertici europei all’anno per provvedere al potenziamento dell’intero processo.
Nel corso del summit si è parlato anche della crescita. Sarà accelerato l’impiego del fondi europei ancora non spesi, 82 miliardi di euro dei quali 8 destinati all’Italia, che dovranno servire a creare nuovi posti di lavoro specialmente per i giovani.
«Si è aperta una pagina di grande importanza – ha commentato ancora Monti – grazie a tre precise linee guida: occupazione per i giovani, completamento del mercato interno e finanziamenti alle piccole imprese».
E’ infine stato creato il Fondo salvastati permanente (European stability mechanism – Esm) che dal prossimo 1 luglio prenderà il posto di quello provvisorio (European financial stabilisation mechanism – Efsm). Non si è però ancora deciso se deve essere composto con 500 milioni di euro, come vuole la Germania, oppure di 750 come chiedono altri. La decisione definitiva dovrebbe essere presa nel summit del prossimo 1 marzo. Prima, dopo il 15 febbraio, si terrà un vertice a Roma tra Monti, Merkel e Sarkozy sui problemi della Grecia.
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