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Crisi auto, la fotografia di Quintegia


17/04/2013
di Grazia Dragone

La società di ricerca e formazione svelerà, durante l’evento Automotive Dealer Day, i risultati di uno studio condotto sull’automotive

Crisi auto, la fotografia di Quintegia
È un ritratto impietoso e sconfortante quello che la società di ricerca e formazione sulla distribuzione automobilistica Quintegia, svelerà in occasione dell’evento Automotive Dealer Day, in programma a Veronafiere dal 14 al 16 maggio 2013 prossimi.
Come gestire il riassetto del settore auto? Come cambia il business dei concessionari? Come cambiano marketing, canali di vendita e relazioni con i consumatori? Quale l’impatto delle tecnologie digitali e come mettere a leva il potenziale offerto da tali tecnologie? Sranno tra i temi che l’appuntamento di Verona affronterà, cercando di dare risposte esaurienti.

Giunto alla 11^ edizione, dopo 10 anni di informazione e networking in un contesto unico nel suo genere Automotive Dealer Day è oggi l’evento europeo di riferimento per opinion leader e decision maker del settore automotive. L'evento rappresenta un luogo incontro per concessionari auto, case automobilistiche e tutte le aziende della filiera automotive.

Secondo i dati raccolti da Quintegia, emerge un settore paralizzato e in profonda difficoltà, che attende di ripartire attraverso una ‘rivoluzione culturale’ del modello di business, che dovrà affidarsi alle nuove tecnologie (Internet), ai servizi post vendita, alla gestione dell'usato e alle formule multibrand, per risollevarsi dalla grave crisi in cui versa ormai da qualche tempo.

“Tutto il settore - ha dichiarato Leonardo Buzzavo, presidente di Quintegia - e' ancora troppo concentrato sulla vendita di auto nuove, con margini sempre più risicati e con una forte contrazione del numero delle concessionarie e degli imprenditori del settore”.

Dal 2002 ai primi mesi del 2013, sempre secondo l'osservatorio Quintegia, sono letteralmente scomparse dal panorama dei dealers il 41,7% delle ragioni sociali di cui il 7% solo nell'ultimo anno. Calati anche il numero dei mandati e delle sedi dei concessionari.
Nel 2002 in Italia c'erano 3.450 operatori, che sono scesi a 2.950 nel 2007 e a 2.011 a inizio 2013. I concessionari danno lavoro a 1,2 milioni di persone in Italia, circa il 40% dell'occupazione nel settore auto, secondo Federauto.

“Ma a una riduzione ben più che fisiologica dei punti vendita che nel 2017 arriverà al 71% - aggiunge Buzzavo - non ha corrisposto una crescita di vendite medie per mandato, in quanto i dealer negli ultimi 5 anni hanno venduto il 40% in meno, passando da 1050 a 630 vetture per mandato”. Non siamo, però, sull´ orlo di un baratro, specifica Buzzavo, per il quale dovranno essere profondamente trasformate le strategie del settore auto, ormai inadeguate e superate.

La vendita di auto nuove rappresenta l'elemento principale dei guadagni con un'incidenza pari al 56%, seguita dall'usato (11%) e post vendita (33%). In Germania, quest'ultima voce è al 66% e la vendita di auto nuove rappresenta solo il 26% del business. L'Italia è il fanalino di coda per quanto riguarda il post vendita, superata ampiamente dai principali mercati europei , mentre sul fronte dell'usato gli operatori nel nostro Paese realizzano quasi 3 volte meno di Stati Uniti e Regno Unito.

La dipendenza dal nuovo è pericolosa in un mercato decimato e debilitato dalla forte contrazione dei margini. Lo sconto medio a cliente e' salito attorno al 15%. I costi fissi delle aziende sono coperti ora da componenti di margine variabili e da campagne extra, veri incentivi all'acquisto. “A tenere in vita i dealer - sottoline Buzzavo - sono allora i bonus e le campagne, che rappresentano una variabile incerta di remunerazione a fronte di una struttura di costi rigida e fissa”.
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