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Crisi Opel: GM confema chiusura ad Anversa


21/01/2010
di Chiara Solitario

Belgio. Uno degli impianti della Opel ad Anversa chiuderà nei prossimi giorni, mandando per strada migliaia di lavoratori

Crisi Opel: GM confema chiusura ad Anversa
CRISI PER MOLTI LAVORATORI. Ancora colpa della crisi? Un'azienda che nasce ed una che chiude, sembra questo purtroppo il triste bilancio dello scorso anno, ma anche di quello che è appena iniziato. A darne prove concrete, la casa automobilistica Opel: Gm conferma che nel 2010 chiuderà  i battenti dell'impianto di Anversa, in Belgio. Una decisione che arriva a tutti i lavoratori come un fulmine a ciel sereno, perchè non si aspettavano assolutamente una chiusura dell'impianto così immediata. Iniziare l'anno in disoccupazione non è il massimo e soprattutto riuscire a trovare un altro lavoro, sarà  impresa ardua per molti di loro, in un clima ormai dove non si fa altro che respirare tensione e pronunciare al parola crisi.

LE GIUSTIFACAZIONI. Dopo le indiscrezioni trapelate ieri sul piano di risanamento del marchio tedesco, è la stessa General Motors a confermare lo stop alla produzione auto nello stabilimento belga con circa 2.600 addetti pari a quasi il 5 per cento dell'organico di Opel in Europa. «Il sito di Anversa - così afferma il costruttore di Detroit - fermerà  l'attività  produttiva nel corso di quest'anno», già  alla fine di giugno, «per garantire il futuro dell'impresa in modo rapido e duraturo. Ovviamente siamo consapevoli della portata di questo annuncio per i dipendenti di Anversa e le loro famiglie, e ci dispiace», ha aggiunto il ceo Nick Reilly, «ma considerata la sovraccapacità  dell'industria dell'auto e la situazione del mercato Opel, Gm non ha altra possibilità , per sopravvivere nel lungo termine, che tagliare le proprie capacità  di circa il 20 per cento».

A quanto pare la ristrutturazione di Opel dovrebbe avvenire in modo graduale, con l'acquisizione anche di una parte, ad un'altra azienda, mentre per il caso di Anversa, il direttore provvederà  a licenziare in blocco tutti i dipendenti (quindi risparmierà  loro una lenta agonia, ma naturalmente, non gli saranno grati per questo) e tutti i Suv, che per il momento sono in commercio o usciranno a breve dalla casa automobilistica in Belgio, verranno automaticamente assemblati dalla Daewoo, altra compagnia controllata dalla casa USA.

Come andrà a finire? Questo non si sa, ma la cosa certa è che da ieri lavoratori e sindacati hanno il dente avvelenato e sicuramente convocheranno uno sciopero o addirittura un'occupazione dell'azienda stessa, per salvaguardare anche se in minima parte, la loro sorte e soprattutto quella dei loro cari (che in questi casi sono le persone che ci rimettono sempre).

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Land Rover Discovery aggiunge alla propria gamma di modelli, due nuove versioni speciali, stiamo parlando della Landmark e della Graphite, che esaltano il particolare appeal di questo veicolo.
Nella versione Graphite spiccano la finitura grigia Graphite delle prese d'aria sui parafanghi e della griglia, particolari grigi delle maniglie delle portiere e dei badge sul cofano e sul portellone.
Il cliente può scegliere fra nove colori di carrozzeria e tre combinazioni di colore interno. Il prezzo della Discovery Graphite parte da 55.330 euro.
Esclusivi per la Graphite sono i cerchi in lega da 19 pollici a 7 razze doppie in finitura High Gloss Dark Gray di serie.
Il colore nero delle prese d'aria su parafanghi, griglia e calotte degli specchietti si integra ai distintivi argento su cofano e portellone, accanto ai badge Landmark sui lati e sul posteriore, contraddistinguono questo modello.
Le combinazioni di colore interne sono volutamente limitate a tre: Ebony, Almond e Tan. Il prezzo della Discovery Landmark parte da 66.500 euro.
I dispositivi Terrain Response e Hill Descent Control assicurano una guida reattiva e semplice su qualsiasi terreno.
Tra le dotazioni presenti su entrambi i modelli troviamo l'opzionale Land Rover InControl Apps che si abbina al sistema di infotainment esistente.
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