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Settore auto: mercato europeo in caduta libera


16/09/2010
di Grazia Dragone

Ancora negativi i dati di vendita riferiti al periodo estivo. Calano Italia e Germania. In crescita Francia, Spagna, Regno Unito e Irlanda

Settore auto: mercato europeo in caduta libera
Sul mercato dell’auto spirano ancora venti di tempesta e nulla lascia presagire una risalita dei dati di vendita. Questa la conclusione che si deduce dai nuovi numeri diffusi dall’Acea, secondi i quali il mercato automobilistico europeo ha fatto rilevare, nel mese di agosto, solo 731.503 immatricolazioni di auto nuove in Europa, registrando un calo del 12,1% rispetto allo stesso periodo del 2009.

Anche il mese di luglio ha fatto annotare un saldo negativo: solo 1.068.433 modelli venduti (-17,9%). Nei due mesi estivi anche il mercato italiano ha censito dati poco incoraggianti (-19,3% ad agosto e -25,7% a luglio).

Durante gli otto mesi precedenti sono state immatricolate nel Vecchio Continente 9.300.306 unità (-3% sullo stesso periodo del 2009) e nei primi sette mesi 8.567.436 vendite (-2,1%). L’Acea evidenzia che i cali di vendite più sostanziosi sono stati riscontrati soprattutto nel periodo estivo, quando la gente è più concentrata sulla pausa vacanze piuttosto che sull’acquisto di una nuova vettura.

Nonostante il trend negativo generale, restano in attivo i dati di vendita francesi (+2%), del Regno Unito (+13,2%) e della Spagna (+21,9%). In caduta libera, invece, sia Italia (-2,5%) che Germania (-28,7%). Un tonfo vero e proprio è stato riscontrato in Bulgaria, dove è stato registrato un calo del 39,1%. Sorride invece il mercato irlandese, grazie al lusinghiero primato di vendite: + 49,6%.

Puntando lo sguardo sui numeri della Fiat, il Gruppo torinese ottiene dati deludenti. Le immatricolazioni sono scese del 31,1% a luglio nei Paesi Ue più Efta. Anche agosto è stato un mese nero per il Lingotto che ha visto un calo del 23,8%. Nei primi otto mesi dell'anno il ribasso di auto vendute dalla Fiat è stato pari al 13,7% a 735.353 per una quota di mercato scesa al 7,9% dall'8,9% dello stesso periodo 2009.

In Italia come in Germania il consistente calo di immatricolazioni è da imputare non solo al periodo di riferimento, ma anche alla sospensione degli incentivi statali che avevano dato una notevole spinta delle vendite durante il 2009.


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