Notizie
Ancora nubi sul futuro di Pomigliano d’Arco
19/06/2010
di Giovanni Iozzia
Martedì prossimo il referendum tra i lavoratori dello stabilimento. Il 15 giugno una fiaccolata in sostegno dell’accordo. La Fiom persiste nel suo rifiuto
In questa modo, ha continuato «Vogliamo ammazzare l’industria italiana? Ditemelo, lo facciamo. Sono disposto a fare quello che vogliono gli altri. L’Italia non avrà un futuro manifatturiero, l’industria non esisterà più».
Per quanto riguarda il referendum di ratifica dell’accordo sottoscritto tra Fiat e Fim, Uilm, Fismic e Ugl, che si terrà martedì 22 giugno, Marchionne si aspetta un risultato positivo con «una percentuale tale da permettere di poter utilizzare lo stabilimento».
E sulla questione sono intervenuti in parecchi: per il presidente della Fiat, John Elkann «Martedì sarà un giorno importante»; la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia auspica «un ripensamento della Fiom»; il presidente di Federmeccanica, Pier Luigi Ceccardi definisce «nichilista l’atteggiamento della Fiom, che in nome di ’sacri principi peraltro non violati, cancella senza batter ciglio 15 mila posti di lavoro»; il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, auspica una larga maggioranza del si, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, dice che «bisogna arrivare assolutamente ad un accordo»; il segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, conferma il suo «sì con riserva» e chiede che questa vertenza non sia «ideologizzata o portata a modello da trasferire in tutto il Paese»; il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, afferma invece che l’accordo su Pomigliano «è uno straordinario punto di riferimento per le relazioni sindacali-industriali».
La Fiom, nonostante le timide aperture del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, mantiene la posizione di netto rifiuto dell’accordo.
«Invito l’azienda a riflettere – dice il segretario della Fiom – Maurizio Landini - «sull'opportunità di imporre a Pomigliano un referendum sotto ricatto, il cui esito è già scritto».
La Fiom, poi, rivela che l’azienda sta organizzando una fiaccolata a sostegno dell’accordo con la partecipazione degli operai.
«Ci giunge notizia che l’azienda, attraverso i suoi “capi”, stia organizzando una marcia a favore dell’intesa separata sottoscritta il 15 giugno, a cui tutti i lavoratori sono , a cui tutti i lavoratori sono sono invitati a partecipare. Emergono – scrive la Fiom in una nota - le peggiori tradizioni della Fiat, che ripropone a distanza di trent’anni una “marcia dei 40mila” in sedicesimo».
La Marcia dei 40 mila avvenne a Torino il 14 ottobre 1980. quando migliaia di impiegati e quadri della Fiat scesero in piazza per protestare contro le violente forme di picchettaggio che, da 35 giorni, impedivano loro di entrare in fabbrica a lavorare. La manifestazione fu un punto di svolta per le relazioni con il sindacato che poco dopo dovette chiudere un accordo sostanzialmente favorevole alla Fiat. Indiscutibilmente da quel momento il sindacato subì una progressiva perdita di potere ed influenza non solo all’interno della Fiat ma nell’intero paese.
News Correlate
Fiat: accordo su Pomigliano, la Fiom non firma
Il sindacato non abbandona le sue posizioni, chiede la riapertura di un tavolo di discussione e annuncia altre manifestazioni
Referendum a Pomigliano d’Arco, vince il si
Il 62,2% dei lavoratori si è espresso in favore dell’accordo. Una percentuale più bassa di quella prevista dalla Fiat: adesso cosa succederà?
Mirafiori, sciopero contro l´accordo Fiat su Pomigliano
Stamane blocco di due ore dei lavoratori contro il documento firmato dall´azienda e da Fim, Uilm, Fismic e Ugl