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Forza d’urto: protesta sospesa
04/02/2012
di Giovanni Iozzia
Il Movimento dei Forconi fa marcia indietro e quindi non ci sarà nessun nuovo blocco. Ma la tensione resta alta. I pescatori il 7 a Roma per protestare
Ma il presidente dell’Aias, Giuseppe Richichi a fine serata correggeva il tiro: «Nessun blocco imminente, pensiamo ad organizzarci poi passeremo a delle azioni mirate e che non portino disagi alla popolazione dell’isola. Ad esempio, potremmo occupare i comuni».
Tutti, però, ci tengono a precisare che non è un dietro-front ma che aspettano quello che potrebbe scaturire dalle commissioni che sono riunite per discutere e risolvere le problematiche poste dal Movimento.
Richichi dice ancora di più e di fatto sancisce una nuova rottura con i Forconi: «Noi non facciamo alcun presidio –dice -, chiediamo dei tavoli per discutere: dopo, se qualcosa non ci convince o non abbiamo risposte, faremo delle azioni. Fino a quando non avremo risposte noi rimarremo fermi, continueremo a lavorare e non faremo alcuna protesta».
«Mariano Ferro – aggiunge Richichi - sta conducendo una strategia, quella dei presidi, che noi non condividiamo. Che senso ha se il 16 febbraio c'è una riunione per discutere di questa problematica? Per quale motivo fare queste azioni? A cosa portano?».
«Anche se le nostre rivendicazioni non hanno ancora ricevuto esaurienti risposte – dice ancora il presidente dell’Aias – abbiamo ritenuto necessario sospendere la protesta per non arrecare ulteriori danni all’economia siciliana. Le scorte di frutta e verdura non possono più aspettare perché adesso rischiano di marcire».
«In ogni caso – conclude Richichi – non abbasseremo la guardia aspettando un incontro con il presidente Lombardo nella speranza apprendere dalla sua viva voce quel che è stato detto nell’incontro con Mario Monti poiché le uniche notizie a noi giunte in merito sono state solamente quelle riportate dalla stampa».
I pescatori saranno a Roma martedì prossimo, 7 febbraio, per manifestare di fronte a Palazzo Chigi e per sottoporre al Governo nazionale 15 punti di rivendicazioni.
«Siamo pronti a bloccare i porti siciliani - ha annunciato il presidente dei pescatori siciliani, Fabio Micalizzi - faremo dei presidi a Catania, Palermo, Siracusa, Messina e Termini Imerese».
«Se c’è una cosa positiva in questo momento così critico – ha aggiunto Micalizzi - è che la nostra categoria ha ritrovato una unità che mancava da anni».
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