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Le supercar straniere non pagano le multe


17/08/2010
di Riccardo Angelo Colabattista

In Inghilterra c’è una legge che impedisce allo Stato di rintracciare le auto straniere. La cifra da dover incassare dalle multe è arrivata a 4 milioni di sterline

Le supercar straniere non pagano le multe
Le auto di grossa cilindrata sono sinonimo di benessere e ricchezza. Vederne tante all’interno di una grossa città come Londra fa capire come l’economia del Paese sia in buono stato, almeno per chi si può permettere queste vetture. Proprio nel Regno Unito, però, si sta evidenziando un problema burocratico che impedisce allo Stato di riscuotere quasi 4 milioni di multe provenienti proprio da queste supercar straniere. Infatti, la legge inglese impedisce alle autorità di rintracciare i veicoli stranieri, provenienti d’oltremare.

Sono molti i casi sottolineati dal Consiglio di Westmister. Ci sono diverse soste vietate, sia in doppia fila, sia nelle corsie dedicate ai bus. Secondo le autorità, negli ultimi tre anni, circa l’80% dei proprietari di auto e moto straniere multate si sono rifiutati di pagare le proprie multe. Di esempi ce ne sono molti. C’è un proprietario di una Rolls Royce Phantom che ha accumulato ben 18 multe, arrivando a dover pagare una cifra di circa 2.000 sterline. Poi c’è il proprietario di una Bugatti Veyron Centenarie Edition che dovrebbe dare allo Stato ben 1,2 milioni di sterline per aver parcheggiato fuori l’ingresso principale di un grande magazzino Selfridges in Oxford Street.

Adesso le autorità inglesi si stanno attivando per fare qualcosa. Kieran Fitsall, di Westminster City Council, ha dichiarato: «La cosa migliore che possiamo chiedere al Governo è di fare qualcosa per questo». Sicuramente qualcosa si muoverà, perché, in un momento di crisi come questo non è un buon affare farsi sfuggire circa 4 milioni di sterline da sotto al naso. «Non si tratta solo di un problema di Westminster, - ha continuato Kieran Fitsall - ma di tutto il Regno Unito. Ed è giusto che si intervenga il prima possibile. Non possiamo continuare a non rintracciare questi veicoli che stanno causando un problema vero nelle nostre città».

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