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Ad Amsterdam Taxi elettrici
31/03/2012
di Irene Masoni
Taxi E ha proposto ad Amsterdam i suoi mezzi completamente elettrici e a bordo sarà possibile sfrutture tablet e wi fi gratuito
Un progetto ambizioso il cui intento è proprio quello di risolvere alcuni dei problemi che attanagliano i centri urbani di tutto il mondo. In via sperimentale, nella capitale olandese, sono già state messe in servizio dieci Nissan Leaf ad alimentazione completamente elettrica. Dopo quattro mesi di servizio l’obiettivo a breve termine (si parla dei prossimi sessanta giorni) è quello di raddoppiare la flotta, ma quello a lungo termine è rappresentato dal costituire una “squadra†di ben cento taxi ad alimentazione elettrica.
Gli aspetti positivi di questo programma non si esauriscono però nel positivo impatto sull’ambiente e neppure sui risparmi legati al costo del carburante. Questi taxi sono infatti dotati di connessione libera wi-fi e mettono a disposizione dei loro passeggeri un tablet con cui navigare in internet.
Ruud Zandvliet, direttore di Taxi E, ha inoltre fornito tutte le rassicurazioni in merito al problema dell’autonomia confermando che non vi alcun pericolo di rimanere “a piedi†per assenza di carica di batteria: «il 99% degli spostamenti è in un contesto urbano, il tragitto più lungo è da/per l’aeroporto e i nostri veicoli percorrono mediamente oltre 250km al giorno. Senza alcun problema di autonomia». Ed avrà un ruolo molto importante anche la centrale operativa, che non controllerà soltanto il tragitto compiuto dalle vetture, ma verificherà costantemente i livelli di carichi delle batterie.
Sarebbe interessante capire adesso se l’iniziativa sperimentata nella capitale olandese potrà essere esportata anche in Italia e Carlo Iacovini, presidente di GreenValue, sembra lasciare aperto qualche spiraglio «il servizio di Taxi-E può trovare applicazione in numerose città Italiane, sia nelle capitali (per gli spostamenti urbani), che nelle città medie (250/300.000 abitanti)». E proprio a tal proposito «stiamo conducendo delle ricerche in tal senso per verificare la fattibilita' di progetti pilota in Italia, che potrebbero partire da servizi esistenti piuttosto che da aziende fondate ex novo, specie considerando la complessa polemica relativa alle liberalizzazioni e alla nuove licenze taxi».
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