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Termini Imerese, presentate 18 proposte per il dopo Fiat


06/03/2010
di Giovanni Iozzia

L’Advisor Invitalia subito al lavoro per preparare una short list da presentare nel nuovo incontro del 13 aprile

Termini Imerese, presentate 18 proposte per il dopo Fiat
Sarà un bando internazionale a determinare la proposta più idonea tra le 18 presentate al ministero dello Sviluppo Economico e le altre che nel contempo potrebbero a loro volta arrivare, per rilanciare lo stabilimento di Termini Imerese dopo che, nel 2012, la Fiat avrà chiuso la linea di produzione delle automobili.

La riunione si è tenuta nel pomeriggio di venerdì nella sede del ministero ed erano presenti il responsabile della task force ministeriale per le imprese in crisi Giampietro Castano e il direttore generale Andrea Bianchi. Per la Fiat erano presenti i responsabili delle Relazioni industriali e istituzionali, Paolo Rebaudengo e Ernesto Auci. Per le organizzazioni sindacali c’erano i segretari generali della Fiom Gianni Rinaldini, della Fim Giuseppe Farina, della Uilm Rocco Palombella, della Fismic Roberto Di Maulo e per l'Ugl il segretario nazionale Giovanni Centrella. Per la Regione siciliana l'assessore all’Industria Marco Venturi. Era presente anche l'amministratore delegato dell'Advisor, Invitalia, Domenico Arcuri.

E proprio Domenico Arcuri, nel corso della riunione, ha riferito sulle possibili ipotesi progettuali pervenute per la reindustrializzazione dell’area produttiva di Termini Imerese. Sulla base di una metodologia di analisi e di valutazione, sono stati predisposti format di approfondimento e avviati colloqui con quanti hanno preso contatto con il Ministero dello Sviluppo Economico, con l’obiettivo di verificare l’efficacia e la cantierabilità di dettaglio delle 18 proposte di interesse sinora presentate. Di queste, 2 sono state subito ritirate, mentre delle altre 7 riguardano il comparto auto, 4 quello della ricerca sempre nel settore auto, 3 il comparto manifatturiero, una l’energia e una i media. Fra questi sedici soggetti sono 4 coloro che non hanno ancora risposto, i restanti dodici hanno risposto (2 in maniera completa, 7 in maniera incompleta, 3 invece hanno rinunciato).
In realtà i tecnici di ne hanno già scartate ben cinque perché ritenute poco affidabili. Gli stessi sindacati hanno dichiarato che le proposte realmente serie e realizzabili sono 9, tra le quali 4 riguardano il comparto automobilistico. Nelle prossime settimane verrà pubblicato sulle principali testate economiche internazionali un avviso finalizzato a ricevere ulteriori manifestazioni di interesse che potranno arricchire il portafoglio delle opportunità di investimento nell’area.
Nel contempo sarà preparata una short list, cioè la selezione delle offerte più affidabili già giunte o che ancora giungeranno. Il bando sarà emanato alla fine di questo mese di marzo. Il tavolo, che si terrà sempre nella sede al Ministero dello Sviluppo Economico, è stato aggiornato al prossimo 13 aprile per una ulteriore “scrematura” delle proposte che ci saranno in quel momento.

Intanto la Regione siciliana ha confermato lo stanziamento di 350 milioni di euro e il Ministero dello Sviluppo Economico quello di 100 milioni di euro.
«Il percorso intrapreso dal governo nazionale con questo tavolo va nella giusta direzione. La Regione Siciliana - ha detto l’assessore Venturi al termine dell’incontro - ha mantenuto la parola presa e ha ribadito l'impegno a investire 350 milioni per realizzare infrastrutture nell'area dello stabilimento Fiat a Termini Imerese. Vorremo a questo punto capire cosa invece vuole e può fare Fiat e soprattutto cosa voglia dire quanto afferma che è disponibile a mettere a disposizione lo stabilimento e gli opifici. Noi ribadiamo che a Termini occorre rilanciare il polo industriale automobilistico per non disperdere l'altissima professionalità dei lavoratori che operano al momento per la Fiat. E' dunque fondamentale la tempistica delle scelte e certamente sarei per limitare queste al solo settore automotive».
«Resta comunque positivo che siano arrivate diverse proposte - ha concluso Venturi - anche da settori che non si occupano della produzione di automobili. Prendiamo atto che la Sicilia continua ad attrarre investimenti, nonostante Fiat e i problemi legati alla crisi economica e ad una certa lentezza della macchina burocratica siciliana che certo non invoglia le imprese».

Per quanto riguarda il fronte sindacale, le segreterie nazionali di Fiom, Fim e Uil, si riuniranno il 18 marzo per valutare lo stato dell'arte delle proposte di riconversione per lo stabilimento di Termini Imerese e l’ipotesi di una mobilitazione generale. Secondo la Fiom, infatti, la presenza della Fiat a Termini è una «vicenda non ancora conclusa» per questo «se alla presentazione del piano industriale del gruppo, non saranno state ancora individuate soluzioni fattibili per Termini, noi si aspetterà la fine del 2011 per decidere le forme di lotta più opportune».Palombella della Uilm ha invece precisato che «per valutare le proposte bisogna aspettare la presentazione del piano industriale della Fiat che dovrebbe essere presentato il 21 aprile»; mentre il segretario dell’Ugl, Centrella, si è detto deluso perché ancora «non abbiamo prospettive dettagliate su cui discutere».

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